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Ehy è da tanto ke nn ci sentiamo beh mi sembra anke logico dato ke nn vivo più in qsta casa...beh a dirla tutta ci verrò sl il sabato e la domenica xkè io il sabato nn vado a scuola e qndi mi sembra più ke logico tornare a casa mia... nella mia nuova scuola mi trovo una meraviglia e sono successe tante di qlle cose ke nn i credo nemmeno io.
1 la mia classe è composta da 15 femmine e stiamo in una scuola di soli maski, beh meglio così almeno farò molte conoscenze maskili ed è qllo ke mi interessa di più..., poi in classe ci conosciamo da sl una sett e gia ci siamo dati dei soprannomi il mio per l'appunto è PĭмÞ¥ si proprio pimpi l'amico di Winnie e infatti se in classe c'è un Pimpi c'è anke un Winnie, poi c'è una Beach e una Barbie si siamo proprio al completo... Tutto sommato sono felice di qste nuove compagne di classe e nn vedo l'ora ke venga lunedì 1 per rivederle e fare tanto kasino in classe e 2 xkè dv fare una cosa ke nn vedo l'ora di fare vabbè sto passando tanto di ql tempo nel pab di mia zia ke mi dv solamente addormentare lì per completare il quadro...!!!!
beh è ora di salutarvi baci, basini basotti dalla vostra PĭмÞ¥!!!!
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Le Fate Dell'Aria
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Sono rappresentate come "creature alate" che spesso prendono le sembianze di splendide farfalle o di coloratissimi uccelli. Tutte le Fate che caratterizzano questo elemento hanno le ali, il loro compito è il più svariato: dal produrre la più dolce brezza al più violento uragano.
Le Fate dell'aria sono le più evolute tutte le altre, perché in esse si possono trovare i quattro elementi: le ali, simbolo dell'aria; le gambe della terra; lo scintillio del fuoco ed infine la fluidità simbolo dell'acqua. Esse hanno la capacità di produrre dalla più dolce brezza al più violento uragano. Amano gli uomini creativi e, sotto forma di muse, donano loro l'ispirazione. Tra le più conosciute ricordiamo: le Sylphs e le Comeles.
Sylphs
Sono conosciute anche come Spose del Vento. Bellissime, molto simili alle ninfe, nelle leggende sono descritte come entità fatate con la capacità di trasformarsi da leggiadre fanciulle in terribili arpie dalla bocca sdentata. Parlano la lingua degli uccelli e la loro residenza tipica è sulla cima delle montagne. Nessuno può tenere loro testa quando si arrabbiano, almeno quattro volte l’anno, all'inizio delle quattro stagioni, si scatenano in sfrenate corse, facendo roteare l'aria in pericolosi mulinelli, facendo scatenare uragani e piovaschi tremendi.
| Comeles
Sono le responsabili di fenomeni atmosferici come nebbia e foschia. Una volta l'anno, in autunno, escono dalle loro grotte per celebrare "La sera del Destino", rito durante il quale si dice giocassero con il destino e la ragione degli uomini. |
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Le Case Delle Fate
Nessuno meglio delle fate è capace di arredare una casa in modo confortevole:quelli che sono stati invitati nei loro palazzi e castelli, o che sono riusciti a entrarci di soppiatto, raccontano che mobili lussuosi e tende di seta abbelliscono salotti e saloni, camere da letto e immense stanze da pranzo, dove spesso suona un'orchestra invisibile.
Eppure, a guardarle dall'esterno, nessuno direbbe che le case delle fate siano così sontuose: infatti somigliano a capanne cadenti o a modeste fattorie, ma solo in apparenza, perché a farle sembrare tali è ovviamente un loro incantesimo.
Ancor più spesso, però, le fate scelgono di costruire le loro case nelle viscere della terra. E allora solo l'imboccatura di una grotta o una fessura nel terreno segnalano l'esistenza delle magnifiche dimore sotterranee.
In Italia ci sono moltissimi posti dove abitano le fate: per esempio il Colle di Roccasale, vicino all'Aquila.
Si racconta che al suo interno vi sia un castello incanta dove vivono le fate, per uscire, si servono di due antichi pozzi scavati tra le rovine di una fortezza.
"Buche delle Fate" si chiamano anche le antiche aperture nelle pareti di tufo o di roccia che si vedono nei dintorni di molti paesi del Lazio.
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Gli abiti delle fate
Cosa vede una fata quando si guarda allo specchio? A volte il viso di una ragazza, altre volte le rughe di una vecchia, la lingua biforcuta di una serpe, le ali bianche di una farfalla... non per niente la capacità di mutare d'aspetto e di dimensioni è una delle loro caratteristiche principali. Ma anche se si divertono a mostrarsi agli uomini nei più strani travestimenti, le Fate sono in genere bellissime ed eternamente giovani, risplendono lievemente al buio e amano portare ricchi gioielli e abiti sontuosi, lunghi fino a terra per mascherare uno dei loro grandi difetti (molte fate hanno zoccoli caprini al posto dei piedi). Ci sono tuttavia anche fate del tutto insensibili al fruscio e al luccichio delle gemme preziose: le timide e solitarie fate dei boschi e delle foreste. Indossano semplici tuniche bianche o verdi oppure abiti fatti di foglie e di fiori freschi, quando non vanno in giro coperte soltanto dai loro lunghissimi capelli.
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GLI ANIMALI DELLE FATE
Le Fate amano in modo particolare gli animali, e li usano spesso come esca per chiamare a se gli uomini. Può succedere, per esempio, che uno splendido cervo dalle corna d'oro si faccia inseguire a lungo da un cacciatore, che si troverà nel folto del bosco e vedrà apparire una dama bellissima. Altre volte, invece, sarà un uccello tutto bianco, oppure una farfalla o addirittura un magnifico unicorno ad attirare un uomo o una ragazza verso la signora della foresta che vuole incontrarli. Servitori e amici delle fate, gli animali hanno con loro un legame profondo: non per niente molte di esse a volte sono costrette in certi mesi dell'anno a trasformarsi in bestie. E quando diventano topi, serpi, rospi, cerbiatte, pesci, lucertole perdono i loro consueti poteri correndo gli stessi rischi di un animale autentico. Gli uomini che le salvano in queste circostanze salvandole da trappole, fucili oppure dal morso di una volpe guadagnano la loro eterna gratitudine e grandi ricompense. Una antica leggenda dice che alcune Fate usano trasformarsi in animali grazie a un abito fatto con le piume o della pellicce della bestia prescelta, quando poi si spogliano della veste magica riprendono il loro aspetto normale.

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FATE DELL'ACQUA
L'acqua è elemento di rigenerazione e purificazione, e molti miti la vedono come protagonista dell'origine della vita.
L'acqua poteva anche guarire, e spesso era a lei e alle entità che la rappresentavano che le popolazioni antiche si rivolgevano per ottenere la grazia della guarigione e, nonostante la nuova religione abbia più volte combattuto i culti dell'acqua, la devozione popolare ha sempre continuato ad attribuire un valore sacro a tale elemento.
Le fate che rappresentano quest’elemento vivono tra le acque dei fiumi e delle sorgenti, in limpidi laghi e nelle profondità dei mari donando gioia agli umani con canti ammaliatori e seducenti danze. Tra le più conosciute ricordiamo:
Ninfe
Sono giovani fanciulle che amano filare e tessere sulle sponde dei fiumi, ma anche danzare, cantare e nuotare nei limpidi laghetti alpini e nei torrenti. Le Ninfe emergono dall'acqua solo quando nessuno può vederle ma quando decidono di attirare a se qualche umano piacente, cantando soavemente trascinano nell'acqua chiunque vi ponga piede. Si presentano sotto forma di giovani fanciulle delicate e luminose e amano immergersi nelle fresche acque di laghi e torrenti di montagna. Creature sensualissime alle quali è quasi impossibile resistere. Se i catturati sono giovani e belli sono portati in meravigliosi castelli di corallo e di madreperla dove la vita è talmente felice da indurre gli uomini a non desiderare più di tornare a vivere sulla terra. Se però i giovani tornano nel mondo dei comuni mortali, non di rado muoiono presto poiché chi ha avuto la fortuna di guardare gli occhi di una Ninfa non può più vivere lontano da quello sguardo.
Nereidi
Le nereidi, ninfe del mar Mediterraneo, erano le cinquanta avvenenti figlie di Nereo, vecchissimo dio marino, e della sua sposa, Doride. Vivevano nelle profondità marine, ma spesso salivano in superficie per aiutare marinai e viaggiatori, cavalcando delfini e altri animali marini. Le più famose erano Teti, madre dell'eroe greco Achille, Galatea, amata dal ciclope Polifemo, e Anfitrite, sposa del dio del mare Poseidone, accanto al quale è spesso raffigurata nei gruppi scultorei, su un cocchio trainato da tritoni. Altre ninfe delle acque erano le oceanine, figlie di Oceano, il grande fiume che scorre attorno alla Terra. Ninfa marina era Calipso, l'amante di Ulisse di cui canta Omero, che trattenne per sette anni l'eroe presso di sé e che lo liberò solo perché costretta da un ordine di Zeus, ma si lasciò morire di dolore per la sua partenza.
Naiadi
Erano dette naiadi le ninfe delle sorgenti, dei fiumi e dei laghi. Dotate di facoltà guaritrici e profetiche, erano considerate le nutrici della vegetazione e del bestiame, ed erano assai care a Pan e a Dioniso. Delle naiadi facevano parte le potameidi, ninfe dei fiumi, le pegee, ninfe delle fonti, e le limnadi, ninfe delle acque stagnanti. Proprio a causa dello stretto rapporto con alcune forme misteriose degli esseri presenti in natura, il termine "naiade", così come "ninfa", passò in seguito nella terminologia scientifica a indicare gli stadi giovanili nella vita degli insetti.
Esperidi
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Anche le tre esperidi conosciute come Egle, Aretusa e Ipertusa, figlie del titano Atlante o d’Espero, la stella della sera erano Ninfe. Con l’aiuto di un drago, custodivano un albero dalle mele d'oro, che la dea Era aveva ricevuto in dono da Gea, la madre Terra. Una delle dodici fatiche di Eracle consistette nel rubare quelle mele. |
Camene
Nella mitologia romana le ninfe delle acque, talvolta identificate con le Muse, erano dette camene. Esse possedevano il dono della profezia. Secondo il mito, una di loro, Egeria, fu consigliera di Numa Pompilio, secondo re di Roma, nella sua attività di legislatore.
Ondine
Creature assai simili alle Ninfe, vivono sperdute in mari ed Oceani, negli sperduti laghetti di montagna, o nei piccoli torrenti. Possono apparire agli uomini alle prime luci dell'alba o alle tarde ore del tramonto, sotto forma di sirene, oppure assumono l'aspetto di bianca spuma o di piccola corrente. Una leggenda narra che nel Lago di Carezza (BZ) vivessero delle ondine molto timide, e un giorno, dopo un temporale sul lago apparve l'arcobaleno ed una delle Ondine se ne innamorò tanto da indurlo a raggiungerle nelle acque del Lago. Quando l'arcobaleno s’immerse, l'Ondina lo abbracciò e li pare sia rimasto per sempre diffondendo nell'acqua i suoi meravigliosi colori.
Silfidi
Queste fate conoscono il futuro e il passato, ma non il presente. Si nutrono di rugiada e miele e traggono forza dalla luce dell'Aurora. Si narra fosse loro potere trascinare e fa annegare nell'acqua i viandanti scortesi. Vivono per lo più celate nei cespugli di rose bianche, avvolte in vesti argentate, cantando dolcissime nenie. Non è difficile scorgerle danzare leggiadre nelle giornate di pioggia ma una volta accortesi di essere state scoperte scompaiono improvvisamente assieme al loro cespuglio di rose selvatiche.
Pelne
Vengono anch'esse rappresentate come creature dell'acqua trasformate da un sortilegio in verdi colombe che volano vicino a terra e non si allontanano mai dai rivi ai quali appartenevano. Se inseguite raggiungono le prime rocce e si tramutano in giovani e bellissime donne dalla voce melodiosa e dallo sguardo luminoso ed affascinante. In questa forma rivolgono volentieri la parola agli uomini dispensando consigli.
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1. MI BACERESTI? [1] CAVOLO SI!! [2] SI [3] NO [4] FORSE
2. MI "faresti"? [1] IN UN ATTIMO [2] SI [3] NO [4] FORSE
3. SONO ATTRAENTE? [1] MOLTISSIMO [2] SEXY [3] BELLA [4] CARINA [5] OKAY [6] BRUTTA
4. DI UNA COSA CHE TI PIACEREBBE FARMI:
5. IO SEMBRO [1] UNA PERSONA CHE GIOCA [2] UN'AVVENTURA DI UNA VOLTA [3] LA PROSSIMA FIDANZATA
6. SE MI VEDESSI PER LA PRIMA VOLTA MI PARLERESTI? [1] SI [2] NO [3] FORSE
7. CON ME [1] FARESTI SESSO [2] MI COCCOLERESTI [3] USCIRESTI [4] SARESTI AMICO
8. LO COPIERAI NEL BLOG COSI POTRO' RISPONDERE PER TE? [1] SI [2] NO |
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